ISSN 1973-9702

The British School at Rome | MEETING ARCHITECTURE

MEETING ARCHITECTURE

L’architettura e il processo creativo

ciclo di conferenze, mostre-studio e performance

 

VI appuntamento | 4 marzo 2014 | Amos Gitai 

Politica, Estetica, Cinema

h. 18.00, proiezione del film Lullaby to my Father presentata da Irene Bignardi  | h. 19.30: Conferenza di Amos Gitai

The British School at Rome, Via Gramsci 61, Roma

 

Comunicato stampa | Press release

Per il quarto appuntamento del programma Meeting Architecture- L’architettura e il processo creativola British School at Rome, insieme all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, ha invitato il regista israeliano Amos Gitai a parlare del proprio lavoro e a presentare il suo film Lullaby to my Father (2012).

Figlio del famoso architetto della Bauhaus Munio Weinraub, Amos Gitai ha studiato architettura e, nel 2012, ha fondato il primo museo di architettura israeliano in memoria di suo padre.

Alla British School at Rome, durante la conferenza dal titolo Politica, Estetica, Cinema, il regista parlerà del rapporto tra architettura e cinema nel proprio lavoro, mostrando anche alcuni video tratti dalla serie di 16 film, da lui scritti e diretti, Architecture in Israel (2012). In ciascuno di questi episodi, Gitai incontra architetti, sociologi, archeologi, ricercatori culturali e scrittori, con i quali affronta diverse tematiche legate all’architettura, all’urbanistica, alla conservazione e alla pianificazione.

Prima presenterà, assieme a Irene Bignardi, il film Lullaby to my Father, proiettato alla 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il film racconta la storia di Munio Weinraub, studente della facoltà di architettura e design della Bauhaus a Dessau, prima che Hitler la chiudesse nel 1933. Nel maggio 1933, Weinraub fu accusato di “tradimento del popolo tedesco” e incarcerato, dopodiché fu espulso dalla Germania. Il film segue il cammino di Munio dalla Polonia alla Germania e dalla Svizzera alla Palestina. Gitai ha parlato di questo film come di “un viaggio alla ricerca del rapporto tra padre e figlio, tra architettura e cinema, la storia di un percorso e dei ricordi più intimi.”

Amos Gitai, orientato a seguire le orme paterne, studiava architettura quando la guerra di Yom Kippur ne interruppe gli studi. Fu allora che, durante le missioni in elicottero, cominciò a filmare con la sua Super-8 e decise di dedicarsi al cinema. Un’esperienza che in seguito gli avrebbe ispirato il famoso film Kippur(2000). Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, Gitai dirige numerosi documentari, tra cuiHouse and Field Diary. Nello stesso periodo ottiene il dottorato (PhD) in architettura dalla University of California – Berkeley.

Vivendo tra Israele, gli Stati Uniti e la Francia, Gitai ha prodotto uno straordinario corpus di lavoro, fortemente personale e di grande respiro. In circa 40 film (documentari e fiction) ha scavato nelle stratificazioni della storia del Medio Oriente e oltre, incorporandovi tematiche personali, come madrepatria ed esilio, religione, controllo sociale e utopia. Lo stile di Gitai, con i suoi piani-sequenza e pochi ma significativi movimenti della macchina, insieme al suo caratteristico umorismo, è inconfondibile. Tra i suoi film più apprezzati ricordiamo: Kadosh (il terzo atto della trilogia sulle città di Israele), Kippur (2000),Kedma (2002) e Free Zone (2005).

Alla filmografia di Gitai sono state dedicate numerose retrospettive, in particolare: Centre Pompidou (Parigi), NFT e ICA (Londra), Lincoln Center (New York). Nel 2012, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha presentato una retrospettiva dei suoi lavori e, nel 2013, gli ha attribuito il Green Drop Award per il suo nuovo film Ana Arabia. A febbraio 2014 anche la Cinémathèque française di Parigi dedicherà una retrospettiva al suo lavoro.

Nell’ambito di Meeting Architecture, mercoledì 5 marzo alle ore 11 il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo propone una visita guidata alla mostra Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del MAXXI. Accanto al lavoro dell’artista recentemente scomparso, la mostra presenta un nuovo film documentario di Amos Gitai: una lunga intervista con Basilico realizzata nel 2012 durante la Biennale di Architettura.

Amos Gitai terrà una conferenza al Royal College of Art il 25 marzo 2014.

 

Programma d’architettura, British School at Rome a cura di Marina Engel

 

Per ulteriori informazioni

The British School at Rome, tel. +39 06 3264939www.bsr.ac.uk

 

Ufficio Stampa Meeting Architecture

Marta Colombo, mob. +39 340 3442805, martacolombo@gmail.com

Ilaria Gianoli, mob. +39 333 6317344, ilariagianoli@tin.it

 

In collaborazione con:

Royal College of Art, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Dipartimento culturale dell’Ambasciata di Israele a Roma, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Con il supporto di:

Bryan Guinness Charitable Trust, Cochemé Charitable Trust, John S. Cohen Foundation, Dipartimento culturale dell’Ambasciata di Israele a Roma

Media Partner:

Architectural Review, Artribune, Nero

 

La politica, lo spazio e la cultura

Discuteranno Stefano Boeri, Arturo Lanzani e Gabriele Pasqui.

 

Il seminario si svolgerà il giorno lunedì 24 giugno alle 16 in Aula Gamma, spazio Mostre “Guido Nardi”, via Ampere 2.

Politecnico di Milano

DASTU-Dipartimento di Architettura e Studi Urbani

La città giusta di Ugo Ischia 

La città giusta by Ugo Ischia

Elisabetta Capelli

 

Nonostante la pubblicazione postuma, il libro di Ugo Ischia solleva alcune questioni di estrema attualità. Il rapporto tra politica e pianificazione urbana come questione etica costituisce la chiave di lettura attraverso cui l’autore ripercorre il dibattito interno all’urbanistica italiana tra gli anni Cinquanta e Settanta, con particolare riferimento ai temi della rendita fondiaria e della questione ambientale. Ne emerge un ritratto della disciplina declinato al passato, e nello stesso tempo l’auspicio di un futuro possibile.

 

Ugo Ischia’s book raises some questions which keep relevancy despite its posthumous publication. The relationship between politics and urban planning as an ethical issue is a key-lecture for retracing the debate developed in Italian urbanism between the fifties and the seventies. A reconstruction of points of view concerning land revenue and environmental protection is effectively provided by the Author, who has recourse to the past of the discipline in order to prefigure a possible future.

Elisabetta Capelli: Laureata in Antropologia Culturale ed Etnologia, attualmente frequenta il dottorato in Politiche Territoriali e Progetto Locale presso l’Università degli Studi Roma Tre. Si occupa di antrolopogia urbana e nell’ambito della formazione dottorale sta approfondendo la gestione sociale negli interventi di social housing. Fa parte del comitato di redazione di Urbanistica Tre.