ISSN 1973-9702

ROMA. 3 QUESTIONI

 

Tre questioni su cui riflettere per riaprire il dibattito e l’agenda di Roma

di Marco Pietrolucci

 

La grande sfida dello sviluppo della metropoli di Roma è innanzitutto legata all’organizzazione del suo corpo, ancora oggi programmato come un’unica, sfilacciata, struttura insediativa, dentro alla quale, mancando una regia e un modello di crescita delle sue parti componenti, ogni iniziativa tende ad aumentare il senso di dispersione, di disordine e di dissipazione generale delle risorse, anziché contribuire a costruire l’orditura della struttura metropolitana della città. Ciò che manca è il progetto della struttura e della forma della città, che, nel corso del novecento è diventata, in buona parte fuori dalla programmazione dei Piani Regolatori, una metropoli globale di medie dimensioni. La domanda è quindi semplice: è possibile individuare un modello di rigenerazione del corpo della città di Roma che ci consenta di riorganizzare le sue strutture secondo una visione metropolitana multipolare? È possibile, in altre parole, dare una struttura e una forma alla metropoli romana?

The great challenge of the development of the metropolis of Rome is primarily linked to the organization of its body. It is still today planned as a single, frayed, settlement structure, in which, because of the absence of a growth model of its component parts, each initiative tends to increase the sense of dispersion, disorder and general dissipation of resources, rather than helping to build the structure of the city’s metropolitan structure. What is lacking is a project of the structure and form of the city. The City in the course of the twentieth century has become, mostly outside the boundaries of the Town Planning Plans, a medium-sized global metropolis. The question is therefore simple: is it possible to identify a model of regeneration of the body of the city of Rome that allows us to reorganize its structures according to a multipolar metropolitan vision? Is it possible, in other words, to give a structure and a shape to the Roman metropolis?

Marco Pietrolucci, Architetto e Dottore di ricerca in Composizione Architettonica e Progettazione Urbana svolge la sua attività professionale a Roma. Ha ottenuto nel 2004 il  Master Internazionale  in Progettazione Urbana presso l’Università Roma Tre. Ha svolto attività didattiche presso la Facoltà di Architettura di Roma “La Sapienza”, la Facoltà di Architettura di Pescara Gabriele d’Annunzio” e nei programmi italiani delle Università Canadesi e Americane “Waterloo University” e “Northestern University”. Responsabile del Protocollo d’intesa tra l’Assessorato alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale e l’Associazione Confedilizia – Verso l’individuazione di un ambito di Programmazione Strategica del GRA- svolge attività di coordinamento di gruppi di ricerca sui temi della trasformazione e valorizzazione del patrimonio esistente. Ha partecipato a numerosi Concorsi Internazionali di Progettazione ed ha ricevuto numerosi premi, segnalazioni e menzioni.Responsabile della Commissione Urbanistica della Confedilizia di Roma e Lazio. È titolare dello Studio Pietrolucci Studio Associato.

GREEN WAY TERZOLLE

 

Green Way Terzolle. Un sistema d’interventi per disegnare il paesaggio

di Giacomo Dallatorre

 

I corsi d’acqua rappresentano elementi di continuità attraverso i quali ripensare le periferie dei centri abitati, affidandosi ad un processo di ricucitura dei margini e di messa a sistema dei vuoti urbani. Segnalato nel Piano Strutturale come uno dei principali corridoi ecologici del Comune di Firenze, il Terzolle è la spina dorsale della proposta per un parco lineare tra i quartieri di Novoli e Rifredi. Si prevede il riutilizzo di questa antica infrastruttura urbana in un nuovo scenario: il bordo del torrente può essere vissuto in maniera continua, attraverso il risanamento dei sistemi di accesso esistenti ed un abaco di progetti lungo il percorso, in grado di rinnovare il rapporto tra natura e città. Il parco si struttura attraverso una serie di stanze all’aperto dove sostare lontani dai rumori del traffico. Il passaggio tra le sponde è garantito dal recupero dei ponti esistenti e la previsione di nuove pergole, mentre un sistema modulare di padiglioni ospita servizi legati allo sport ed attività per la vita di quartiere.

Watercourses represent continuity elements through which reconsider the suburbs of built-up areas relying on a process to reconnect the river sides and to organize in a system a series of urban empty spaces. Reported in the Structural Plan as one of the main ecological corridors of Florence Municipality, Terzolle is the backbone of a proposal meant to create a line park between the neighborhoods of Novoli and Rifredi. It is expected the reuse of this ancient urban infrastructure set in a new scenario: the edge of the stream can be experienced continuously, through the requalification of the existing entry systems and an abacus of projects along the way able to revive the relation between nature and city. The park is structured through a series of open rooms where to stand away from the traffic noise. The passage between the shores is guaranteed by the recovery of existing bridges and the plan of new pergolas, while there’s a modular system of pavilions hosting services connected to sport and activities for the neighbourhood life.

Giacomo Dallatorre (Montevarchi, 1986), è architetto e borsista di ricerca. Dopo la laurea presso l’Università degli Studi di Firenze (A.I. Volpe, Fabio Lucchesi, 2012), è cultore della materia presso il laboratorio dell’architettura III, prof. Andrea Innocenzo Volpe. È attualmente collaboratore del Dida Communication Lab, afferente al sistema dei laboratori DIDALABS, con il quale partecipa a numerosi progetti editoriali e di ricerca. In qualità di tutor partecipa a numerosi workshop ed allestimenti, tra i quali: “Camaiore and the Via Francigena” (2017, supervisor prof. Toru Ajisaka e Makiko Masudome), “Prato (China) Crossing new zeland” (2013, supervisor Prof. Francesco Collotti, Prof. Tony Van Raat.

RIGENERAZIONI URBANE

Conflitto, partecipazione e urban redevelopment. Il progetto Mediaspree a Berlino

di Marianna Luna

 

La città neoliberale è l’emblema della dissoluzione dei modelli urbani tradizionali. Le città sono divenute i contenitori senza confini di una serie di nuovi fenomeni, e di continue riorganizzazioni e adattamenti. Per affrontare le sfide poste da queste nuove realtà socioeconomiche, l’aspetto della città è stato radicalmente ridefinito, e tra i vari piani di rinnovamento, rigenerazione e riqualificazione sembra emergere sempre di più l’allontanamento delle posizioni politiche dalle istanze reali. L’analisi del caso Mediaspree, a Berlino, dimostra come la logica del profitto sembra non trovare più spazio per ricomprendere la volontà popolare. I processi di accrescimento di valore economico stanno impoverendo lo spazio urbano, appiattendolo, rendendolo irriconoscibile. In che modo, allora, questo tipo di pianificazione influenza le dinamiche geografiche e sociali?

The neoliberal city is the emblem of the dissolution of traditional urban models. Cities have become the boundless containers of a series of new phenomena, of continuous reorganization and adaptation. To face the challenges posed by these new socio-economic realities, the city’s appearance has been radically redefined, and among the projects of renewal, regeneration and redevelopment, the distancing of political positions from real instances seems to emerge more and more. The analysis of the Mediaspree case, in Berlin, shows how the logic of profit seems to no longer find space to embrace the will of the people. The processes of growth of economic value are impoverishing the urban space, flattening it, making it unrecognizable. How, then, does this type of planning influence the geographic and social dynamics of the city?

 

Marianna Luna è laureata con lode in Geografia e Processi Territoriali presso l’Università di Bologna. Ha concluso il percorso accademico a Berlino, dova ha svolto ricerca sul campo per il suo lavoro finale. La tesi, dal titolo “Il progetto Mediaspree a Berlino. Conflitto, partecipazione e urban redevelopment”, analizza il più importante progetto di sviluppo immobiliare della capitale tedesca, con i relativi impatti a livello urbano e sociale, e tenta di individuare delle disarticolazioni dai modelli urbani imposti dalla città neoliberale.

Copertina copia 2

Il gioco di parole

Trademarking, sinonimia e stagionalizzazione del vocabolario urbanistico.

di Simone Rusci

 

Negli ultimi anni l’urbanistica ha arricchito il proprio vocabolario aggiungendo termini fino a poco tempo fa sconosciuti o inutilizzati. Se da una parte questa tendenza ha tenuto vivo il dibattito urbanistico, ha dall’altra condotto ad effetti inattesi e non sempre positivi. In questo articolo sono affrontati, non senza intento provocatorio, tre effetti riscontrabili in questo complesso milieu linguistico: il trademarking, la sinonimia e la stagionalizzazione del lessico, ritenuti tre fenomeni distorsivi di questa espansione linguistica.

In the last few years urban planning enriched its vocabulary adding new unknown and unused terms until recently. On the one hand this trend kept alive the planning debate, on the other it produced unexpected and not always positive effects. This article, not without provocative intent, underlines three effects which are verifiable in the linguistic complexity milieu: trademarking, synonymy and the lexicon seasonal, considered the three distorting phenomena of this linguistic expansion.

 

Simone Rusci Architetto e dottore di ricerca, svolge le proprie ricerche nell’ambito del rapporto tra l’urbanistica e l’economia urbana, con particolare riferimento alle influenze della rendita nei processi di organizzazione della città. Dal 2015 è professore a contratto di tecnica urbanistica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa.

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Le case del quartiere di Torino

Nuove pratiche urbane per un welfare tailor-made

Francesca Bragaglia

 

Le Case del Quartiere di Torino sono spazi un cui si realizzano nuove pratiche urbane, capaci di intercettare le esigenze dei singoli contesti in cui queste realtà nascono e si radicano. A cavallo tra pubblico e privato, le Case del Quartiere lasciano spazio all’autorganizzazione, alle progettualità e all’iniziativa di abitanti e associazioni di cittadini, dando vita a luoghi aperti, inclusivi, in costante mutamento. Le Case sono abitate da una popolazione profondamente eterogenea: gruppi sociali molto diversi tra loro trovano spazio e convivono e condividono attività e servizi. Oggi a Torino sono 8 le Case del Quartiere: dal 2012 fanno parte di una Rete, per condividere obiettivi e scambiare buone pratiche. Nonostante la progressiva “istituzionalizzazione” ogni casa mantiene la sua unicità e il suo rapporto privilegiato con il mileu in cui si colloca. Le Case del Quartiere costituiscono un nuovo approccio al welfare: orizzontale, locale e tailor-made.

The Neighbourhood houses of Turin are spaces in which new urban practices are realised and are capable of intercepting the needs of the specific contexts in which these realities are born and rooted. At the crossroads between public and private sector, the Neighbourhood houses make way for self-organization, projects and the initiative of citizens and inhabitants associations, creating open, inclusive, and constantly changing places. The Neighbourhood houses are inhabited by a heterogeneous population: very diverse groups of people coexist and share activities and services. Nowadays, in Turin there are 8 Neighbourhood houses: since 2012 they are part of a Network, in order to share goals and exchange good practices. Despite the progressive “institutionalisation” every House maintains its uniqueness and its privileged relationship with the mileu in which it is located. The Neighbourhood houses constitute a new approach to welfare: horizontal, local and tailor-made.

 

Francesca Bragaglia consegue il Diploma di Laurea Magistrale in “Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Paesaggistico-Ambientale” presso il Politecnico di Torino nel 2016. Durante il suo percorso di studi sviluppa un particolare interesse per i temi della rigenerazione urbana e per il concetto di “periferia”. Tali filoni di ricerca diventano anche oggetto della sua tesi di laurea magistrale, per la quale vince la borsa di studio della Fondazione Caligara per l’Alta Formazione Interdisciplinare. Ha collaborato con la rivista scientifica “Urban Research and Practice” e con l’Urban Center Metropolitano di Torino.

Francesca Bragaglia earn a Master’s Degree in “Territorial, Urban, Landscape and Environmental Planning” at Politecnico di Torino in 2016. During her studies she develops a particular interest in urban regeneration and for the concept of “suburb”. These research fields also become the subject of her master thesis, for which she won the scholarship of the Fondazione Caligara per l’Alta Formazione Interdisciplinare. She has collaborated with the scientific journal “Urban Research and Practice” and with the Urban Center Metropolitano of Turin.

 

Piccoli spazi urbani e micro-identità

Le politiche di pocket parks come strumenti di rigenerazione della città pubblica

Caterina Montipò

Lo spazio pubblico è spesso visto come misura della qualità di una città. Considerando questa sia come ambiente costruito che come contesto sociale e culturale, lo spazio pubblico rappresenta quel luogo dove i due aspetti si incontrano e si influenzano reciprocamente. Il tessuto urbano è costellato di spazi considerati di risulta, interstiziali o abbandonati: questi piccoli spazi urbani sono fondamentali risorse sulle quali investire per la definizione di riferimenti collettivi e nuove centralità per i quartieri. Le politiche di pocket parks intervengono su questi spazi residuali e cercano di raggiungere le grandi trasformazioni partendo appunto dai micro-sistemi e dalla piccola scala. I pocket parks sono luoghi intermedi tra la dimensione pubblica e quella privata, capaci di favorire l’interazione fisica e conoscitiva tra persone; sono spazi flessibili in grado di assorbire le opposizioni e le trasformazioni della città, diventando momenti di espressione e coesistenza delle diversità.

Pocket parks policies as strategies for urban public space regeneration

The quality of a city is often measured by its public spaces. If we consider a city both as a physical environment and as a social and cultural context, so public space is the set where these two sides take place and affect each other. Plenty of vacant lots, scrap spaces or in-between spaces are spread out over urban texture, they are mostly underused or abandoned. These small urban spaces are great opportunities instead. They could be the starting point to create or regenerate new collective references and centres for neighbourhoods. Pocket parks policies intervene on urban public space’s fragments. They try to aim great transformations starting from urban micro-realities in a small scale. Pocket parks are the halfway between public dimension and private space, they support people interaction and they encourage communities to live their streets. Pocket parks are flexible spaces which can absorb city’s oppositions and changes. They are places where differences can coexist and be shown.

 

Caterina Montipò:  Laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con la tesi “Beyond the wall. Architectural sequence of wine landscapes in La Portera”, che affronta il tema dell’architettura industriale in relazione al paesaggio. La sua formazione si conclude con l’esperienza Erasmus presso la Universidad Politecnica de Valencia, dove sviluppa il progetto di tesi. Le sue prime esperienze lavorative si svolgono in Cile, dove collabora con lo studio di paesaggismo Harris e Illanes Arquitectos. Attualmente svolge l’attività di architetto come libero professionista in Italia.

Caterina MontipòGraduated at the Politecnico di Milano with the master thesis “Beyond the wall. Architectural sequence of wine landscapes in La Portera”, that studies the relation between industrial architecture and the landscape. Her studies ended with the Erasmus experience at the Universidad Politécnica de Valencia where she developed mostly of the thesis project. Her first work esperience took place in Chile where she collaborated with the landscape studio Harris e Illanes arquitectos. Now she is working as freelance architect in Italy.

Commercio e rigenerazione dei centri urbani

Commercio e rigenerazione dei centri urbani – summer school

1-6 settembre 2014| iscrizioni entro il 6 giugno 2014 | San Donà di Piave

È stato pubblicato il bando della 3 Edizione della Summer School Commercio e Rigenerazione dei Centri Urbani che si terrà a San Donà di Piave (VE) dall’1 al 6 settembre 2014 con il sostegno del Comune e di Confesercenti Veneto

Le spese di vitto e alloggio per gli studenti partecipanti alla Summer School saranno a carico di Confesercenti Veneto e del Comune di San Donà di Piave.

Per maggiori informazioni si rimanda al programma.

convegno “RIUSA PISTOIA”

RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE

Dal RI.U.SO. al progetto URBANPRO

 

Lo scadimento e il degrado fisico del nostro patrimonio edilizio e di molti spazi urbani, gli inaccettabili sprechi energetici, idrici, dei suoli pongono con urgenza la necessità di un cambiamento nell’agire di ogni governo locale e nazionale. Su questi temi occorre avere soluzioni capaci di dare riposte adeguate alla gravità della situazione economica, sociale, ambientale e insediativa. Per gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiani sono una questione prioritaria da porre alla base delle politiche economiche, sociali e insediative. La rigenerazione urbana fondata su una reale sostenibilità ecologica rappresenta oggi una priorità per la riqualificazione delle nostre città: una modalità innovativa di intervento di trasformazione del sistema insediativo degli spazi abitativi e del territorio antropizzato. Con il convegno RIUSA PISTOIA! gli architetti pistoiesi intendono offrire un quadro coerente di modalità e di procedure di governo del territorio che tuteli e salvaguardi ambiente, paesaggio e sistema insediativo.

21 giugno 2013 9.00-19.00, Sala delle conferenze, Palazzo dei Vescovi, Piazza del Duomo, 1, Pistoia

organizzato dall’Ordine APPC – Commissione 6 “Politiche del Territorio”