ISSN 1973-9702

IL CARRETTO DEI GELATI

Un’introduzione all’urbanistica

 

di Anna Laura Palazzo

Il carretto dei Gelati è una riflessione densa e incalzante, a tratti ironica, su temi e accadimenti legati allo sviluppo delle città nell’arco di mezzo secolo, sui successi e fallimenti di un riformismo che ne ha permeato la dimensione pubblica, sui traguardi di modernità perseguiti di cui viviamo spesso inconsapevolmente affermazioni e sconfitte. I saggi contenuti nel libro affrontano un ampio spettro di questioni e argomenti, che chiamano in causa quadri interpretativi estesi e complessi. Nel loro insieme, essi interrogano fatti e opinioni spesso accantonati dalle agende urbane senza essere risolti e che andrebbero ripresi e indagati in profondità. Con una curiosità mai gravata da preconcetti o presupposti moraleggianti.                                                                            La morale della favola resta al lettore.

Il carretto dei Gelati provides a dense and sharp, at times ironic, reflection on urban development worldwide over half a century. It delves into successes and failures carried out by social reforms envisioning the city as a public realm, focusing on the gaps between expectations and results.The essays contained in the book deal with a broad array of issues and topics, calling for wider interpretative frameworks. Taken together, they question facts and opinions often set aside by urban agendas without being resolved, yet liable to be resumed for further investigation. With a curiosity far off any bias or moral intentions.                                                The moral of the story stays in the reader’s hands.

 

Anna Laura Palazzo, Professore ordinario di Urbanistica all’Università “Roma Tre” di Roma. Ph.D. in Pianificazione territoriale e urbana e Specialista in studio e restauro dei monumenti. Coordinatore del Dottorato in “Paesaggi della città contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”. Coordinatore o ricercatore senior di ricerche MED, COST, Marie Curie, Erasmus + sui temi dello sviluppo regionale, rigenerazione urbana, pianificazione del paesaggio, governance urbana, patrimonio. Autrice di oltre 180 saggi, tra cui diversi volumi, numerosi articoli peer-reviewed e rapporti di ricerca internazionali.

IMPARARE LA CITTÀ

 

Per una rinascita dell’ urbanistica nel post-Covid: creare amore per la città come magia, miracolo, meraviglia e speranza

Di Pietro Garau

 

La “crisi dell’urbanistica”, da sempre lamentata dagli urbanisti, è soprattutto una crisi d’identità. Essa e’ infatti percepita dalla maggior parte dei cittadini come un’arida disciplina tecnica assai lontana dalle loro preoccupazioni quotidiane. Questo divario potrà essere colmato se gli urbanisti stessi saranno capaci di costruire assieme ad altri, e soprattutto alle generazioni dei più giovani, una nuova narrazione che sostituisca  alla  vulgata catastrofista del quotidiano urbano una visione positiva della città a partire dalle sue virtù ignorate: la citta’ come magia del quotidiano; la citta’ come miracolo di convivenza; la citta’ come macchina meravigliosa; e la città come speranza per la salvezza del pianeta. Creare “amore per la città” è una garanzia per costruire generazioni di cittadini migliori di quelli che li hanno preceduti; e per questo viene proposto che “La Città” divenga una materia d’insegnamento nella “nuova scuola pubblica” che dovrà nascere dalla dolorosa esperienza della pandemia.

The “urban planning crisis”, which has always been lamented by urban planners, is above all an identity crisis. In fact, urban planning  is perceived by most citizens as an arid technical discipline far removed from their daily concerns. This gap can be bridged if the planners themselves will be able to build together with others, and especially with the younger generations, a new narrative that replaces the catastrophic image of daily urban life with a positive vision of the city starting from its ignored virtues: the city as magic of the ordinary; the city as miracle of coexistence; the city as marvellous machine; and the city as ecological hope. Building “love for the city” can help us  build better generations of citizens than those who preceded them; and for this reason it is proposed that “The City” becomes a teaching subject in the new educational system that will have to be born from the painful experience of the pandemic.

 

Pietro Garau è un urbanista italiano che ha dedicato gran parte del proprio impegno professionale all’impiego della pianificazione urbanistica come strumento per l’eguaglianza sociale e lo sviluppo sostenibile. È stato coordinatore  di ricerca a UN-Habitat e co-chair di task forces internazionali per la realizzazione degli Obiettivi del Millennio ONU per lo Sviluppo Sostenibile e per la Conferenza ONU Habitat III. Ha insegnato politiche urbane a Sapienza Università di Roma. HA promosso la “Carta dello Spazio Pubblico” ed è attualmente impegnato nell’organizzazione della sesta Biennale dello Spazio Pubblico.

LA CITTÀ DOMESTICA

 

Espansione del ruolo della domesticità nel contesto urbano contemporaneo. Nuove relazioni tra uomo e città

di Flavio Martella

 

La relazione dominante tra casa e città è da sempre stata uno dei meno evidenti, ma più significativi fattori in grado di promuovere e permettere il cambiamento sociale generale. Nell’era contemporanea i cambiamenti nella struttura familiare, nell’organizzazione del lavoro, nelle tecnologie, nelle comunità e nella comunicazione, si stanno riflettendo in una nuova rivoluzione urbana che fonde lo spazio domestico con quello della città. Cambiano quindi i significati di pubblico e privato, di esterno ed interno, di architettura della casa ed architettura della città. La struttura organizzativa urbana che ci ha accompagnato nell’ultimo secolo sta subendo una forte scossa alle sue fondamenta verso un radicale cambiamento nella sua natura che comporta delle nuove relazioni tra uomo e città.

The dominant relationship between home and city has always been one of the less obvious, but more significant factors that can promote and allow general social change. In the contemporary era the changes in the family structure, in the organization of work, in technologies, in communities and in communication, are being reflected in a new urban revolution that blends the domestic space with that of the city. Thus the meanings of public and private, of exterior and interior, of architecture of the house and architecture of the city, are changing. The urban organizational structure that has accompanied us in the last century is undergoing a strong shock to its foundations towards a radical change in its nature that involves new relationships between man and city.

Flavio Martella, dottorando presso il dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Universidad Politecnica de Madrid, è laureato in ingegneria Edile-Architettura presso Roma Tor Vergata. È stato ricercatore alla West Virginia University per lo sviluppo di un prototipo abitativo sostenibile poi costruito a Los Angeles ed ora esposto al Tellus Museum di Cartersville. Ha collaborato con studi olandesi, spagnoli ed italiani a progetti di ricerca architettonica esposti alle Biennali di Rotterdam, Seoul, Madrid e Orleans, oltre che partecipare a progetti di rilevanza internazionale.

La città che sale, Umberto Boccioni, 1910 (dominio pubblico) copia 2

LA CITTÀ POSTCAPITALISTA?

L’architettura nella città infinita:

Spunti (aperti) di riflessione a partire dalla teoria della città di Massimo Cacciari

di Cosimo Campani

 

Il presente contributo vuole indagare sui rapporti complessi e contraddittori che caratterizzano la città contemporanea, talvolta spingendosi anche verso la costruzione di ipotesi sulla città del futuro. Partendo dalle teorie sulla città contemporanea di Massimo Cacciari, l’articolo si propone di captare alcuni riferimenti storici, sociali e politici per riflettere in maniera più concreta sulle possibilità e le contraddizioni che la metropoli ci presenta. In termini spaziali, si proverà a capire i non confini della città contemporanea, sino ad arrivare alla definizione di una città infinita, senza nè spazi nè luoghi, passando poi invece a una riflessione sociale sulla natura politica della disciplina dell’architettura ed il ruolo dell’architetto come intellettuale nella società moderna – con lo scopo ultimo di arrivare a capire cosa vuol dire postcapitalismo oggi e perchè bisognerebbe parlarne.

This paper is concerned with the difficulties that the discipline of architecture has encountered in thinking about and articulating the social questions which characterizes the modern metropolis (and then, maybe, its future evolutions). Starting with an analysis of Massimo Cacciari’s theories on the contemporary city, the essay attempts to engage with the broader historical, social and political issues emerging in nowadays metropolis – challenging traditional spatial approaches to urbanism through the conception of an infinite city, without space or places, and, furthermore, calling on the need for a socio-political re-conception of architecture and urbanism as well as on the role of the architect as intellectual. Conclusively, an attempt is made at defining the meaning and significance of the concept of post-capitalism in reshaping our approach to architecture.       

 

Cosimo Campani è un architetto formatosi tra Roma (BA Architecture, Roma3) e Londra (MA Architecture, Royal College of Art). Il suo lavoro è stato esposto presso l’università di Oxford, al MAXXI di Roma, all’Impact Hall di Bangkok, presso l’Hong Kong University e la St Petersburg University, allo Strelka Institute di Mosca, al Royal College of Art ed al Royal Institute of British Architects di Londra. Dopo le esperienze a OSA Architettura e Paesaggio e Integrated Field di Bangkok, attualmente collabora con lo studio Fuksas.

I nuovi confini della città

Workshop limiti urbani
Facoltà di Architettura di Ferrara 25-28 novembre 2015

Maria Pone

 

Il workshop “limiti urbani”, che si è svolto a novembre nella Facoltà di Architettura di Ferrara, ha messo al centro la questione della città informale e del suo rapporto con la città pianificata tradizionale. Dalle discussioni che hanno animato le giornate di lavoro è emerso un punto di vista interessante: la città informale non sarebbe più da considerarsi come il problema, ma piuttosto come una soluzione. Non solo: si è arrivati a mettere in discussione la separazione stessa tra città formale informale, spezzando questo binomio oppositivo e riconoscendo in entrambe – seppure in forme radicalmente diverse – quei principi che hanno generato le metropoli del mondo capitalista globalizzato, seguendo le logiche del mercato. Evidentemente la pianificazione tradizionale ha difficoltà a misurarsi con queste diverse interpretazioni: ma forse proprio per questo è necessario continuare a interrogarsi sui possibili ruoli dell’architettura, laddove “le condizioni sono (di nuovo) cambiate”.

The workshop “limiti urbani”, hosted in November at the Architecture faculty of Ferrara, was focused on the question of the informal city and its relationship with the traditional planned city. The discussions that animated the workshop’s days underlined an interesting point of view: the informal city doesn’t represent anymore a problem, but rather it could be a solution. Furthermore was discussed the existence of a real separation between formal and informal city: both contain – even in radically different forms – the principles which have generated the metropolis of the globalized capitalistic world, following market laws. Evidently traditional planning has problems facing those different interpretations of the informal city: it’s really important to keep questioning on the role of architecture whereas “the conditions are changed (again)”.

 

Maria Pone, nata a Napoli il 08/10/1988. Dottoranda in architettura (dottorato “Paesaggi della città contemporanea: politiche tecniche e studi visuali” XXXI ciclo). Laureata con lode nel Dipartimento di Architettura di Roma Tre nel marzo 2015 con una tesi in progettazione architettonica dal titolo “Gridshell: sulla fattibilità di un’utopia”. Partecipo dal 2007 alle attività del gruppo di ricerca Gridshell.it sullo studio e la costruzione delle strutture Gridshell post-formate in legno prendendo parte a cantieri e workshop.

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Sul termine commercio

Ruolo e forma del commercio nell’immagine e nella qualità della città contemporanea

Sara Caramaschi

 

Il commercio è oggetto di studio di molte discipline ed è al centro di una vastissima letteratura, ampiamente differenziata. Motivo di tanto interesse è generato dal fatto che il commercio è un tema di importanza trasversale a molti ambiti della vita sociale e individuale. Esso esercita, infatti, una influenza che tocca diverse dimensioni: quella economica, nel ruolo di raccordo che svolge tra il mondo della produzione e il mondo del consumo; la dimensione sociale, garantendo o meno un servizio fondamentale a tutti i cittadini; l’aspetto territoriale, generando nuove polarizzazioni e flussi; e la qualità della vita, offrendo un certo presidio del territorio e la qualità dei contesti urbani. Pertanto, indagando il concetto di commercio ci troviamo di fronte ad una serie di definizioni e approcci rispetto ai quali cercherò di descrivere gli elementi che le accomunano, facendo così emergere quelle caratteristiche che ritengo strutturali nella descrizione del concetto in materia urbanistica.

Retail is a vastly complex field, investigated by different disciplines. This multidisciplinary interest is mainly due to its strategic role in many aspects of social and individual life. Retail has both economic and social implications, linking the production and the consumption of goods and guaranteeing the presence or the absence of public services. Moreover, retail has a wide impact on cities and land use, attracting flows and generating new poles, and it plays a leading role in the quality of the urban life. While investigating this concept, we face a series of definitions and approaches, through which it is possible to deduce common elements and let emerge the geography of retail in urban design research and practice.

 

Sara Caramaschi

Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, attualmente frequenta il dottorato in “Paesaggi della Città Contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali” presso l’Università degli Studi Roma Tre. Si occupa di urbanistica e urban design e nell’ambito della formazione dottorale sta approfondendo il tema del commercio in forma itinerante e il suo impatto nell’attivazione dello spazio pubblico. Partecipa all’attività didattica presso il dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre ed è parte del comitato di redazione del giornale online UrbanisticaTre.

Mapping the neighborhood – Call for papers

scadenza 30 marzo 2015 | seminario 16-17 giugno 2015 | Scuola di Architettura e Società Politecnico di Milano | Via Ampère 2, Milano

È aperta la call for papers per il seminario internazionale “Mapping the neighborhood – The Multiple Ways of an Urban Vision in the 20th Century”, che si terrà a Milano il 16 e 17 giugno 2015. La scadenza per l’invio degli abstract è il 30 marzo 2015.

Per maggiori informazioni su ciascun seminario si rimanda alla brochure e al sito web del seminario.

Conferenza annuale dell’EURA

La conferenza annuale EURA (www.eura.org) si terrà quest’anno a Sibiu, in Romania, dal 17 al 20 settembre.
Il tema della Conferenza “Transforming cities, transformative cities” rispecchia la costante riflessione all’interno della rete EURA intorno alla necessità di ripensare e riesaminare il ruolo politico, sociale ed economico delle città nelle società contemporanee.

Le sessioni della Conferenza sono:

  • The spatiality of the city as a basis of transformation
  • The democratic city: institutional reforms and policy processes
  • The just city: social and cultural transformation of the cities
  • The growing city and the green city: transforming urban economies and the challenges of global warming
  • The transformative city

Per maggiori informazioni visitate il sito: http://www.eura2015.org/
La scadenza per l’invio degli abstract (max 300 parole) è il 15 febbraio.

 

iQuaderni #05

COMPRENDERE I CAMBIAMENTI CLIMATICI. Pianificare per l’adattamento / Understanding Climate Change. Planning for adaptation

a cura di Andrea Filpa & Simone Ombuen

S. Castellari: Percorsi e prospettive della Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici  / Paths and perspectives of the National Climate Change Adaptation Strategy

D. Luise: La sfida del Mayors Adapt: quali risposte si attendono dalle realtà italiane /       The challenge of Mayors Adapt: the answers expected from the Italian reality

F. Giordano, A. Capriolo & R. A. Mascolo: Le Linee Guida del Progetto Life ACT – Adapting to Climate change in Time per l’adattamento ai cambiamenti climatici a livello locale / Guidelines of the Project Life ACT – Adapting to Climate Change in Time for the

F. Musco: Ricerche e pratiche per l’adattamento climatico: l’esperienza di Venezia / Research and practices for climate adaptation: experiences from Venice

E. Biscossa: Adattamento Climatico in Ambito Urbano. Scenari di sostenibilità idraulica per il bacino sud di Padova / Urban Climate Change Adaptation. Hydraulic sustainability scenarios in Padova

A. Filpa & S. Ombuen: La carta della vulnerabilità climatica di Roma 1.0 / The climate vulnerabily map of Rome 1.0

F. Borfecchia et al.: Telerilevamento satellitare e vulnerabilità climatica di Roma / Satellite remote sensing and climate vulnerability of Rome

V. Rosato: Un Sistema di Supporto alle Decisioni per l’analisi del rischio delle Infrastrutture Critiche da eventi naturali: il progetto RoMA / A Decision Support System for the analysis of the risk of Critical Infrastructure due to natural events : the RoMA Project

L. Barbieri: Trasporti, infrastrutture e cambiamenti climatici a Roma / Transport, Infrastructure and Climate Change in Rome

V. Pellegrini: Adattare i piani ai cambiamenti climatici: le esigenze dei quadri conoscitivi / Adapting plans to climate change: the evidence base requirements

F. Benelli & F. Camerata: Il caso di Labaro-Prima Porta: un approfondimento / Labaro-Prima Porta: an in-depth case

F. Borfecchia et al.: Assessment della vulnerabilità del tessuto urbano a heat waves ed UHI tramite tecniche di Remote Sensing ed object classification

CITTA’, TERRITORIO E CULTURA LIBERALE

Un colloquio sull’urbanistica del Paese reale

Venerdì 7 Novembre ore 16,30 presso l’Oratorio del Gonfalone, via del Gonfalone n. 32/a, Roma

presenta Mario Lupo, presidente della Fondazione

introduce Piero Properzi, partendo da una riflessione di Gigi Mazza

Alessandro Giuli, Vicedirettore del Foglio, coordina e sollecita gli interventi di:

Giovanni Crocioni, Cinzia Dato, Francesco Forte, Franco Karrer, Pierluigi Mantini, Stefano Moroni, Simone Ombuen, Silvia Viviani 

Il Colloquio sull’urbanistica del paese reale, promosso dalla Fondazione Einaudi, intende avviare una riflessione sulla coerenza di uno statuto disciplinare, in via di aggiornamento, alle radicali trasformazioni che hanno caratterizzato il venir meno del progetto del Moderno, di cui la disciplina è comunque figlia, ed alla eclisse di un modello sociale di sviluppo di cui oggi sono difficilmente rintracciabili i caratteri originari.

I tentativi di aggiornamento dei riferimenti concettuali hanno inseguito le mode del green e quelle del tecno e spesso entrambe, pensando che i nuovi paradigma avrebbero comportato una riconfigurazione degli strumenti disciplinari e con essa un rinnovamento del suo statuto.
In una diffusa incertezza tra stabilità e innovazione molti hanno trasferito sull’efficacia e sull’efficienza la riformulazione dei processi (leggi) e degli strumenti (piani) insistendo su una nuova sostanziale “utilità” della pianificazione (il piano utile).

Questo è avvenuto essenzialmente nella “riscoperta” dello sviluppo locale e nella eclisse del ruolo dello Stato, sostituito da un mediocre neocentralismo regionale, ma anche nella sperimentazione di una progettualità complessa, alla ricerca di nuove concettualizzazioni e di quadri ricompositivi: entrambe le posizioni sono state rappresentate autorevolmente ed emblematicamente da F. Barca al MEF e da G. Fontana al MIT.

Per quello che riguarda più da vicino gli urbanisti si è quindi progressivamente sostituita alla pianificazione a base razionale, che ricomponeva tassonomie ontologiche, una pianificazione “strategica o strutturale” che prescinde dalle ontologie e argomenta risorse e criticità, punti di forza e di debolezza spesso in assenza di attori reali e con una ostentata indifferenza ai temi del suolo e con essi al core della disciplina.

Lo spostamento sul problem-solving della natura del piano, se ha contribuito al superamento della struttura formale unitaria del PRG di tradizione, mantenuta in piedi solo dal pervicace ed interessato attaccamento dei giuristi alla sua “forma”, di cui i Tar si sono candidati a custodi, non ho però prodotto una riflessione sulle più sostanziali variazioni introdotte dall’accelerazione che sta subendo il mondo della comunicazione e della formazione della conoscenza. Ma sono il perdurare e l’aggravarsi della crisi, ancor prima, ad imporre a tutti e ad ognuno autentici cambiamenti di rotta, accentuando nel Piano l’apertura al mercato con l’apporto anche delle culture liberali.

Gli urbanisti, privati del ruolo di garanti dei contenuti formali, nella loro configurazione più avanzata si propongono appunto come esperti nel problem solving relativo ai fatti urbani o come interpreti di sistemi di conoscenza (Statuti del Territorio e Carte dei Luoghi).

In parallelo la stessa pianificazione strategica viene affiancata da una tendenza alla innovazione introdotta dalla creatività e dal protagonismo di nuovi soggetti che si rappresenteranno nei processi di pianificazione. Sono le architetture autoreferenziali e acontestuali delle Archistar che, in questo mondo complesso alla ricerca dello sviluppo, sono state spesso assunte come simboli anticipatori di vuote strategie di sviluppo.

La razionalità del Piano, spesso non risolvente nella sua tendenza alla dimensione totalizzante e perfetta, può articolarsi anche in progetti urbanistici ragionevolmente coerenti ma soprattutto realizzabili, contrapponendosi alle agglomerazioni mediatiche, di consensi e dissensi, sostitutive di una costruzione democratica della condivisione.

La recente proposta governativa di una riforma urbanistica “in senso liberale” non sembra risolvere completamente queste problematiche pur affrontando questioni nodali per le quali gli ultimi venti anni di sperimentazione non hanno prodotto la necessaria stabilizzazione.
L’obiettivo del Colloquio è quello di “porre bene” i problemi che la disciplina si trova di fronte, verificando con la più ampia pluralità di posizioni culturali l’utilità dell’Urbanistica, la coerenza dei suoi strumenti ai fini, contribuendo con ciò e per la sua parte, alla definizione di un nuovo modello sociale di sviluppo.

New Urbanism Film Festival | Los Angeles

Dal 6 all’9 novembre Los Angeles ospita la seconda edizione del New Urbanism Film Festival, manifestazione interamente dedicata a stili di vita urbani sostenibili ritratti da decine di film e documentari provenienti da tutto il mondo.

The New Urbanism Film Festival is the only film festival that addresses urban design from the pedestrian level to inspire civic activism, according to the organizers. The festival includes four feature films plus presentations by film-makers and urbanists in addition to events like a walking and bicycle tours, food and drink, and awards.

It is described as “a four-day immersive experience of documentary films, events, tours, workshops and conversations opening a meaningful dialogue, about revitalizing neighborhoods and cities into walkable, healthy, diverse, thriving places, between planners, developers, architects, engineers, public officials, investors, community activists and the general public.”

Qui maggiori informazioni: http://newurbanismfilmfestival.com

 

MAAC – conferenza inaugurale di Anne Lacaton

MAAC, Master Arti Architettura e Città

LACATON & VASSAL architectes

conferenza inaugurale di Anne Lacaton

13 gennaio 2014, h 18. Dipartimento di Architettura, Aula Libera, Largo G. B. Marzi, 10.

 

Lo studio Lacaton & Vassal, fondato a Parigi nel 1987 da Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal, ha progettato edifici commerciali, educativi, culturali e residenziali.

Il loro lavoro è guidato dall’individuazione di ciò che è essenziale ma ricco di potenziale in ogni situazione, per creare un’architettura dal linguaggio modesto, basato su un’economia di risorse ma potente; che si tratti della loro celebre riconversione del Palais de Tokyo o di ristrutturazioni di edilizia sociale, Lacaton e Vassal rendono intelligente il riutilizzo delle preesistenze, attraverso un design innovativo. Con un approccio dall’interno verso l’esterno, a partire dalle esigenze degli utenti che dettano le forme e l’aspetto degli edifici rimodellati, Lacaton e Vassal creano spazi che reinterpretano i canoni di monumentalità attraverso la generosità e la poesia.

II Convegno annuale della Società dei Territorialisti/e

Ricostruire la città

Roma 17-18 gennaio 2014

Il secondo Convegno annuale della Società dei Territorialisti/e si chiama “Ricostruire la città” perché riteniamo che i processi di urbanizzazione contemporanea abbiano sepolto l’idea di città e intende rispondere alla seguente domanda: è ineluttabile questo destino catastrofico di urbanizzazione del mondo?

Per qualsiasi informazione consultare il programma

 

CONFERENZA P. Gabellini – “Un’altra idea di città e di urbanistica è necessaria”

 

La conferenza della Prof.ssa Patrizia Gabellini – “Un’altra idea di città e di urbanistica è necessaria”,  è organizzata nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Pianificazione Territoriale e Urbana, del Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura (PDTA ) dell’ Università “La Sapienza” di Roma.

Avrà luogo Giovedì 12 Dicembre 2013  , alle ore   9:30 presso l’Aula Piccinato (2° piano) del PDTA (ex DATA), nella sede di Via Flaminia 72, della Facoltà di Architettura dellUniversità “La Sapienza” di Roma.

CARMELO BAGLIVO – mostra personale

Carmelo Baglivo, collage Fori Imperiali, 2012

DISEGNI CORSARI

a cura di Emilia Giorgi

12 al 22 novembre presso la Fondazione Pastificio Cerere, Via degli Ausoni 7, Roma.

martedì 12 novembre 2013 | h 18.00: talk con interventi di Luca Molinari e Gian Piero Frassinelli / Superstudio, presso Ristorante Pastificio San Lorenzo | h 19.00: inaugurazione della mostra, presso Fondazione Pastificio Cerere | apertura al pubblico: fino al 22 novembre 2013

(segue estratto comunicato stampa)

Martedì 12 novembre 2013 inaugura presso la Fondazione Pastificio Cerere di Roma la mostra Carmelo Baglivo. Disegni corsari, a cura di Emilia Giorgi. L’esposizione presenta per la prima volta al pubblico l’ampia produzione di disegni e collage che da sempre accompagna l’attività architettonica di Carmelo Baglivo dello studio IaN+. La mostra rientra all’interno di uno specifico interesse da parte della Fondazione per l’architettura, importante obiettivo formativo di una proposta culturale che vede l’arte contemporanea in costante dialogo con altre discipline. Sarà introdotta da una conversazione dell’autore con Gian Piero Frassinelli, storico fondatore del gruppo radicale Superstudio, e Luca Molinari, critico e curatore di architettura.

Disegni corsari, come afferma Baglivo, “è un chiaro omaggio a quegli scritti pasoliniani dove è lasciato al lettore il compito di rimettere ordine tra i frammenti di un’opera dispersa e incompleta. Allo stesso modo i miei disegni parlano di architettura attraverso immagini autonome e fuori dalla storia, in attesa che chi guarda possa costruire il proprio personale percorso.”

L’esposizione si articola secondo tre aree tematiche che si susseguono negli spazi della Fondazione.

Le pareti della sala introduttiva ospitano una collezione di disegni con formati, tecniche e supporti diversi. Si tratta di pensieri su carta, schizzi, acquerelli o fumetti che rappresentano alcuni dei più interessanti progetti dello studio IaN+ o semplicemente suggestioni utili a nutrire l’immaginario concettuale e creativo dell’architetto. Una ricerca sulla forma dell’architettura e della città registrata con gesti rapidi, sintetici, imprecisi, tipici del momento in cui si fissa l’idea. Con questo primo passaggio, al visitatore è svelato l’aspetto più introspettivo e riflessivo del fare architettura, spesso scarsamente noto.

Nella seconda sala campeggiano 8 collage realizzati in digitale attraverso la sovrapposizione di griglie, superfetazioni e immagini monolitiche su alcuni celebri paesaggi di Piranesi. I collage, impressi su supporto metallico, ricordano le lastre di incisione, attivando un processo di mimesi che tenta di mescolare l’originale e la sua alterazione.

Da qui lo spazio inizia a rarefarsi per anticipare l’ultima stanza, in cui il pubblico si immerge in un flusso incessante di immagini digitali, accompagnato dalla colonna sonora composta e interpretata per l’occasione da Simona Marino e Federico Giangrandi.

Sono collage che rappresentano gli ultimi esiti di una sperimentazione sempre al confine tra arte e architettura. Testimoniano le immaginarie peregrinazioni di un flâneur contemporaneo che sembra volerci osservare con gli occhi di alcuni personaggi presi a prestito dal cinema autoriale italiano, da Fellini a Pasolini. Queste figure ricorrenti si affacciano su paesaggi urbani portati all’estremo, speculazioni più o meno possibili di città contemporanee con geometrie e segni desunti dal vocabolario di quell’architettura radicale spesso citata come fonte del percorso progettuale di IaN+. Alle città di invenzione si accostano le metamorfosi operate, secondo linguaggi inediti e talvolta provocatori, su progetti di grandi maestri dell’architettura internazionale.

 

La mostra Carmelo Baglivo. Disegni corsari svela un complesso ambito sperimentale che, lungi dall’essere puro esercizio di svago, diventa una necessaria riflessione critica per immagini sulla condizione dell’architettura in una città da ripensare e trasformare. Una ricerca libera nata per alimentare e strutturare la dimensione prettamente architettonica della professione.


CONVERSAZIONE CON VIERI QUILICI

per una Conversazione sulla Mostra organizzata dal MART di Rovereto: ADALBERTO LIBERA. LA CITTÀ IDEALE 

12 novembre 2013 h 9.00, Aula Libera Dipartimento di Architettura Università Roma Tre, Largo G. Battista Manzi 10.

 

Vieri  Quilici, Professore Ordinario di Composizione Architettonica, è stato uno dei fondatori della Facoltà di Architettura a Roma Tre nel 1992; ha scritto molti articoli e libri sull’architettura del Novecento; di particolare rilevanza il suo libro Adalberto Libera l’architettura come ideale per Officina  nel 1981.

L’incontro, previsto all’interno delle iniziative del corso di TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE A di Ghisi Grütter, vuole essere un’occasione di riflessione sul senso dell’esporre, sul significato delle opere di Libera e su cosa è ancora attuale del suo pensiero. Un tema che porta alla ribalta un periodo mai sufficientemente noto dell’architettura italiana e che ci fa pensare anche alla “Vita delle Opere” (tema caro a Quilici) ma anche – con un gioco di parole – alla “Vita delle Idee”.

DAL MIRACOLO ALLA CRISI

Il patrimonio residenziale dei ceti medi urbani alla prova delle trasformazioni delle città, della società  e dell’economia italiane

Ciclo di seminari a cura di Federico Zanfi e Alessandro Coppola

Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani Via Bonardi 9, Edificio 14-Nave, Spazio Aperto, ore 14.30 

Il ciclo di seminari dedicato al tema delle trasformazioni che oggi investono il vasto patrimonio edilizio residenziale costruito dai – e per i – ceti medi urbani fra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento. I relatori e i discussant ci aiuteranno a mettere a fuoco i caratteri fondamentali di questi cambiamenti, ricollocando il rapporto – cruciale, nel nostro paese – tra ceti medi e proprietà dell’ abitazione con riferimento ai campi dell’ economia urbana, della struttura sociale e demografica del paese, del mercato immobiliare e dell’ urbanistica, della fiscalità  e delle politiche abitative.

Mercoledì 30 Ottobre | Politiche urbane | Relazione di Antonio Calafati (Università  Politecnica delle Marche)

Ne discutono Marco Cremaschi (Università  di Roma3) e Gabriele Pasqui (Politecnico di Milano)

 

Giovedì 7 novembre | Case di famiglia | Relazione di Chiara Saraceno (Collegio Carlo Alberto di Torino)

Ne discutono Costanzo Ranci (Politecnico di Milano) e Giovanni Semi (Università  di Torino)


Giovedì 21 Novembre | Mercato immobiliare e urbanistica | Relazione di Lorenzo Bellicini (Cresme)

Ne discutono Patrizia Gabellini (Politecnico di Milano, Assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna) e Serena Vicari Haddock (Università  di Milano Bicocca)

 

Mercoledì 27 Novembre | Fiscalità  e politiche abitative | Relazione di Massimo Baldini (Università  degli Studi di Modena)

Ne discutono Massimo Bricocoli (Politecnico di Milano), Elena Marchigiani (Università  di Trieste, Assessore alla Pianificazione Urbana, Edilizia Privata e Politiche per la casa del Comune di Trieste) e Francesco Memo (Politecnico di Milano)

Il ciclo di seminari rientra nelle attività  del progetto di ricerca Firb-Futuro in Ricerca “Architetture per i ceti medi nell’ Italia del boom. Per una storia sociale dell’abitare a Torino, Milano e Roma” – middleclasshomes.net

Logos – Festa della Parola 3^ed

10-13 ottobre, negli spazi del csoa eXSnia – via Prenestina 173 – Roma – Pigneto

www.logosfest.org/

La parola dell’edizione è CITTÁ. Dalle esperienze delle metropoli in rivolta all’analisi del nuovo urbanesimo nella globalizzazione, dalla sperimentazione di nuovi interventi dal basso per la riappropriazione e l’autonomia, alla socializzazione delle esperienze di lotta in merito alle vertenze legate al diritto all’abitare e alla salute, alla mobilità, l’energia e il ciclo dei rifiuti, l’idea è di percorrere vari fili narrativi per riconoscere i diversi nodi della città totalitaria, della metropoli come mercato e dei territorio come merce.

Davanti al vincolo di uno sviluppo insostenibile per il pianeta e l’uomo, imposto dal capitalismo globalizzato attraverso il consumismo, l’urbanistica e la guerra è necessario ipotizzare e tentare un nuovo internazionalismo che parli la stessa lingua, e si sappia esprimere in una rivolta globale.

Tra gli eventi in programma si segnala EKUMENOPOLIS

[Ekümenopolis: Ucu Olmayan Şehir ovvero La Città senza Limiti],  film/documentario che risale all’anno scorso e che racconta dello sviluppo urbanistico di Istanbul. 

8° Abstracta – Festival di cinema astratto e videoarte

“La metropoli contemporanea”

10-11 Ottobre, Casa del Cinema, Roma

(inaugurazione ore 20.00)

Abstracta, International Abstract Cinema Exhibition, è un atteso appuntamento per gli amanti del cinema, dell’animazione e della videoarte, con una folta partecipazione internazionale e una giuria, anch’essa internazionale, di noti esperti e videoartisti (Saul Saguatti, Massimo Pistone, Viviane Vagh, Didier Feldmann, Vanna Fadini).

L’edizione 2013 sarà affiancata dall’esposizione delle migliori fotografie dell’Abstracta Photo Contest 2013, novità che ha suscitato grande interesse anche per via del suo affascinante tema, la metropoli contemporanea e la sua rappresentazione astratta.

Per programma e maggiori informazioni:

http://www.abstractafestival.com/2013.php |  www.facebook.com/abstractafestival | https://twitter.com/Abstractafest |